|
| Progetto libro: Per chi non lo sa sto scrivendo un libro con due miei amici: Tommy e Lord. Immagino che ne stiate tutti quanti attendendo l'uscita...
Il mio indirizzo messenger è sagitter17@hotmail.it
"Praticare la morale è facile, motivarla è difficile" by A. Schopenhauer
|
|
|
|
|
22 maggio 2007
calcolare
Quanto difficile è calcolare! Ogni giorno calcolo, calcolo, calcolo. è difficile reggere il passo...chi mi chiede di calcolare non sa mai quanto ho calcolato nel resto della giornata, come nel resto della mia vita. Chi calcola, nell'istante nel quale sta calcolando non fa altro, è troppo intento a calcolare, se lascia un occhio a qualcos'altro vuol dire che non sta calcolando nel vero senso della parola. è faticoso calcolare, per questo molta gente non calcola, o almeno calcola a sufficienza, superficialmente, calcola poco, calcola anche male. Probabilmente tutti almeno una volta al giorno calcolano male. La mia maestra di matematica cercava sempre di farmi calcolare, oggi la ringrazierei all'infinito, mi ha fatto bene calcolare all'epoca, ora altrimenti, non saprei calcolare come so calcolare. Calcoliamo tutti di più.
| inviato da il 22/5/2007 alle 20:5 | |
|
|
10 maggio 2007
ma se...
Ma se il chiaro chiareggia, lo scuro...
| inviato da il 10/5/2007 alle 22:56 | |
|
|
7 maggio 2007
Basta con questa TV
Questa è l'ennesima stupidaggine che ci propinano alla televisione. La nuova trasmissione VotAntonio VotAntonio è l'ultimo ritrovato come strumento di rincretinimento della popolazione italiana. I mezzi di diffusione più utilizzati sono colmi di messaggi subliminali, sesso, violenza e ignoranza. Vorrei vivere in un mondo dove non cercano ogni secondo di farti diventare un assuefatto di luoghi comuni, dove libertà di opinione e pensiero non vuol dire sparare una dietro l'altra a brucia pelo affermazioni senza senso. Io dico basta a programmi come Uomini e Donne dove tutti si giudicano moralmente senza un fine costruttivo e senza ritegno e pudore. Basta a questa scelleratezza che porta alla degenerazione e a un futuro grigio e senza amore. Vogliamo un'avvenire bello per i nostri figli e i figli dei nostri figli e un mondo dove le persone comunicano per risolvere i problemi senza rabbia. Siamo esseri umani.
| inviato da il 7/5/2007 alle 22:28 | |
|
|
7 maggio 2007
L'uomo delle caverne
Buttò là il discorso, poi se avrò voglia lo riprenderò... L'uomo ha questa particolare concetto, sistema, macchinazione, pensiero nel quale vede l'uomo antico tornare alla propria caverna con la preda da offrire alla donna incinta e godere della propria essenziale utilità. Questa è la colonna portante della propria virilità. Oggi la situazione è cambiata radicalmente: la donna desidera lavorare e le statistiche dicono che ci sono più femmine che si laureano che non maschi. L'uomo desiderebbe portare a casa il pane, ma molto spesso per sopravvivere entrambi nella coppia devono lavorare, necessitano di un secondo stipendio e nuove figure quali quella della donna emancipata e in carriera mettono in crisi la virilità dell'uomo che si sente ormai disorientato. Qual è la soluzione? Essere filosofi! Beh meglio che mi spieghi: la situazione dell'uomo delle caverne è sempre andata bene fin quando la donna era sottomessa all'uomo in una regola di sopravvivenza e schiavismo alternativo. Oggi che la donna si sta emancipando l'uomo deve raggiungere lo stato superiore, quello del filosofo nel quale si è coscenti di chi si è, si è coscenti della funzione dell'uomo. L'obiettivo è raggiungere la felicità ed essere capaci di amare, in questa ottica l'uomo e la donna oggi possono tornare ad incontrarsi.
| inviato da il 7/5/2007 alle 22:17 | |
|
|
6 maggio 2007
Recensione: L'arte di amare
Ho letto L'Arte di Amare di Erich Fromm, non è che voglio fare una recensione, ma un commentino è dovuto. A tutto spiano dico subito che è un bel libro. Dovrebbe leggerlo chiunque, ma un elogio particolare all'ultimo capitolo, dove Fromm parla in termini pratici dell'amore. Questo ultimo capitolo è qualcosa di veramente grandioso, un'analisi chiara e veritiera, mi ha commosso, mi ha fatto sorridere e sospirare. Un libro sottile (nel senso che il testo è breve), ma i pochi messaggi che l'autore vuol dare sono come una luce per l'uomo moderno, un bagliore verso cui dirigerci se vogliamo liberarci dalle catene del capitalismo, capitalismo non come cosa assolutamente negativa, ma ormai come un sistema che, senza freno, sta andando per autodistruggersi. Leggetelo! Merita ogni attenzione.
| inviato da il 6/5/2007 alle 23:37 | |
|
|
4 maggio 2007
Torna il razzaismo!!
Qualche giorno fa ho guardato "Porta a Porta". Si parlava della legge sull'immigrazione e Fini si è "permesso" di fare una previsione che condivido. Cioè presto, se non riusceremo a far integrare in maniera adeguata gli extracomunitari nel nostro Paese, avremo delle ondate di razzismo. Già tra la popolazione viene formandosi una leggera tensione, spesso sentiamo gli italiani dire che la gente proveniente dall'estero, in particolare dai Paesi che non fanno parte della comunità europea, dovrebbe rimpatriare o che portano solamente delinquenza. Sono piccoli sintomi di una società che si sente sempre più minacciata dagli extracomunitari. Anche noi dobbiamo riconoscere i nostri errori, abbiamo fatto entrare in Italia cani e porci e adesso ne paghiamo le conseguenze. A Padova la criminalità, come in molte altre città, è aumentata vertiginosamente. Credo non serva più di tanto ricordare la famigerata Via Anelli. Gli italiani quando escono di casa hanno paura, paura di essere derubati o che venga loro fatto del male. I problemi comunque, si sa, si cerca di risolverli solo quando si ha l'acqua alla gola. Ebbene, vorrà dire che tornerà il razzismo! Attendiamolo, io sarò il primo a stare davanti alla tv a godermi lo spettacolo...ciao a tutti alla prossima.
| inviato da il 4/5/2007 alle 13:16 | |
|
|
26 aprile 2007
Cercherò di riprendere....
Per tutti i miei lettori, cioè loopz...cercherò di scrivere di più!
| inviato da il 26/4/2007 alle 15:40 | |
|
|
20 gennaio 2007
riflessione
Sta peggio la povera gente che lotta ogni giorno per sopravvivere, o noi che siamo sull'orlo del suicidio?
| inviato da il 20/1/2007 alle 13:44 | |
|
|
13 gennaio 2007
Oh il mio primo figlio!
http://s134.photobucket.com/albums/q103/sagitter17/?action=view¤t=PICT0797.jpg
Guardatelo nel link!
| inviato da il 13/1/2007 alle 1:34 | |
|
|
16 dicembre 2006
Come ottenere il comando
Scrivo questo post cercando sopratutto un confronto partendo dalla mia opinione, ringrazio chi mi aiuterà nella mia ricerca. Il comando lo si ottiene in due maniere, la prima è nell'incutere paura e la seconda nell'ottenere il rispetto. La prima è la forma negativa perchè fa leva su emozioni considerate maligne per l'uomo e la seconda è positiva per la ragione contraria. Il comando negativo dunque lo si ottiene con la paura e il comando positivo con il rispetto, ma quando applicare l'uno o l'altro? A mio modo di vedere sarebbe sempre meglio attuare quello positivo, ma non è sempre possibile, consideriamo anche che è più difficile aver rispetto che incutere paura, ma non solo a volte il rispetto non lo si può ottenere. Perchè vi chiederete. La risposta è semplice a mio avviso, per "ignoranza". Mi si potrebbe fraintendere molto facilmente, per ignoranza intendo quella mancanza di predisposizione al ragionamento o meglio al ragionamento più profondo e la mancanza di comprensione e tolleranza, ma non solo, manca inoltre, quel movimento dell'uomo che lo spinge a uscire dai costumi e dalle abitudini della società nella quale vive. Forse non ho ancora precisato bene il concetto, ma per ora è sufficiente. I'obbedienza dunque è semplice da ottenere sulle persone ignoranti, ma avete già capito quanto sia inusuale allora praticare il comando positivo, il quale abbiamo già detto lo si ottiene col rispetto e chi meglio di una persona che è riuscita a uscire dalla propria ignoranza può comprenderlo e farlo suo come un'emozione che non ti mette in una condizione inferiore, ma che riconosce il valore e l'identità della persona?!
| inviato da il 16/12/2006 alle 16:54 | |
|
|
10 dicembre 2006
Non è un connubio!!
Stasera ho capito finalmente, mi chiedevo sempre quale fosse la giusta via di mezzo che un uomo deve saper tenere per vivere seranamente e con soddisfazione la propria vita. Si dice spesso che chi pensa molto e pensa troppo vive angosciamente perchè non può trovare risposta alle troppe domande che si pone. Pensavo che allora bisognasse lasciare spazio anche ai sentimenti, ma senza tralasciare la voglia di imparare, conoscere e il domandarsi. Mi domandavo come fare a trovare questo connubio. Ora ho capito che non è così, non è un connubio, è illogico, nel momento stesso nel quale cerchi il connubio stai ragionando e dunque usi solo la ragione e i sentimenti non possono scorrere, non potrai mai sentirli scorrere nel cuore. Stasera però ho saputo semplicemente accettare le cose per come sono e apprezzarle per come sono, ma non per questo ho dimenticato quanto sia importante chiedersi il perchè delle cose. Il domandarsi deve accompagnare i sentimenti e lasciarsi guidare, forse è così che nasce quel filone filosofico un pò poetico, nel quale devi immedesimarti per capirlo e sentirlo veramente. Non è un connubio, è semplicemente amare la vita e la ragione è un grande dono che è parte di te stesso e che ti accompagna. Amate la vita per quel che vi dona.
| inviato da il 10/12/2006 alle 1:51 | |
|
|
9 dicembre 2006
Amore (parte2)
Scommetto eravate ansiosi di leggere la parte seconda della mia ricerca sul sentimento dell'amore. Nella prima parte riguardante la definizione mi è stata mossa una critica da parte di Evil_sephiroth che ora riporto per il solito motivo:
Ma, beh amare senza essere ricambiati? e possibile dire! Anche se cosi ci si trova ad avvcinarsi al sentimento opposto(seppur vicino) all' amore In effetti la persona che nn ci ricambia potrebbe finire per odiare noi e le nostre attenzione E cosa resterebbe a noi se nn Odiare a nostra volta?
In questa critica c'è qualcosa di analogo a quella che aveva mosso loopz, dunque vorrei inanzitutto imboccare questa via per spiegarmi meglio su questo concetto, e cioè in che modo vediamo il ricambio parlando di amore.Non so se tali critiche mi siano state fatte perchè chi ha letto non è stato sufficientemente attento. Avevo già spiegato perchè per l'uomo è impossibile necessitare di essere ricambiato per amare a sua volta. Avevo detto che l'essere è autonomia, vorrei un pò uscire dal linguaggio specifico per farvi alcuni esempi nei quali possiate ritrovarvi: pensate ipoteticamente a una coppia che si è sempre amata molto, ma dopo un certo periodo magari lungo, si disfa, ognuno prende la propria strada. Ci possono essere tante ragioni che possono causare il distacco, ma questo non ci interessa, faccio notare più che altro cosa continua a sussistere dopo il distacco. L'affetto è ancora profondo se il distacco è di comune accordo e se anche venisse da una sola persona il rifiuto, comunque, entrambe continuano ad amare. Voglio precisare che il sentimento dell'amore non può mutare in odio, sarebbe illogico, può se mai terminare per lasciare spazio all'odio, ma credo sia veramente difficile passare dall'amore all'odio se non per una buona ragione e non ne ho mai neanche avuto esperienza. Ora dunque non oserei nemmeno pensare a cosa sarebbero i rapporti tra persone nel momento in cui ognuno potesse decidere se amare a comando, avremmo solamente relazioni di opportunismo, "io amo te perchè tu ami me", "siccome tu mi ami, ho la possibilità se scegliere di amarti", se qualcuno pensa che si riesca ad amare usando la ragione mi spieghi come fa, perchè non mi è mai successo di incontrare una persona di tal genere. Quelle relazioni che sono sostenute dalla ragione sono solo quelle di opportunismo, magari perchè il partner è ricco, famoso o ha altre simili caratteristiche. Mi sembra chiaro affermare che la ragione non può amare, ciò è solo caratteristico della volontà dell'uomo e del suo essere. Ne deriva che l'uomo deve amare incondizionatamente da quanto è amato, personalmente altrimenti credo che il cristianesimo non avrebbe ragione di esistere, Cristo amava ancora prima di essere amato e non a caso è chiesto di amare anche il tuo nemico. Qui è il punto per chi mi ha capito, l'amore ha un solo punto di vista, il proprio, nasce dall'essenza dell'uomo e guarda l'esterno senza condizionamenti, per questo soffriamo per amore, se potessimo decidere chi amare per comodità nemmeno soffriremmo. Come potrei decidere di non amare una persona che fino a ieri amavo perchè non sono ricambiato? Posso modificare i miei sentimenti in questa maniera?
| inviato da il 9/12/2006 alle 12:38 | |
|
|
7 dicembre 2006
Amore
La questione nella quale mi accingo a immergermi è molto complessa, una questione sulla quale ogni uomo si domanda. Per dare un'idea della difficoltà, non credo sia più facile trovare il senso della vita e la prova dell'esistenza di Dio. Voglio parlare di quel sentimento che chiamiamo amore e lo farò pian piano, aggiungendo ogniqualvolta lo riterrò opportuno una nuova riflessione sull'argomento, a puntate per utilizzare un linguaggio televisivo. Mi piacerebbe iniziare con la definizione di amore che da anni mi porto appresso e che mi è stata riferita da una persona della quale ora non avrebbe più di tanto senso dare l'identità. L'amore dunque è volere il bene della persona che si ama. Non ho mai trovato una definizione migliore e ci ho riflettuto molto in passato, ora la analizzerò passo per passo per esplicare il mio pensiero a riguardo. Partiamo dal verbo volere, il volere è volontà e volontà significa a mio avviso fare tutto ciò è in mio potere e quando dico tutto prendetemi sul serio, ma per ora non ho altro da aggiungere per lasciare un pò di suspence. "Il bene", come vedete l'articolo è determinativo, sta a significare l'assoluto l'unica via per arrivare alla meta che è il bene. Adesso cominciamo a complicare le cose, il bene non possiamo sapere quale sia per la persona che amiamo, ma possiamo fare un paragone con noi stessi e capire quale potrebbe essere. Da qui in poi nascono i problemi, per fare veramente il bene di una persona bisognerebbe possedere forse la cultura più vasta immaginabile e sicuramente essere virtuosi e saggi (ora non polemizziamo sul fatto se io sostenga gli stoici, gli epicurei o qualsiasi altro pensiero filosofico che segue, sorvoliamo su questo o dovrei scrivere un libro, ma cogliete la sostanza del discorso). Capite ora perchè i genitori vogliono che il figlio diventi medico? Ingegnere? Avvocato? Tutti i genitori vorrebbero che i figli si sposassero e facessero famiglia, i genitori in definitiva cercano di dare quel bene che per loro stessi è tale e spesso non si rendono conto che il bene soggettivo, varia da persona a persona e qui ricordo la definizione di bene di Aristotele ripresa dall'Etica Nicomachea, "il bene è ciò a cui tutto tende". Sul resto della definizione non ho niente da dire, non ho molto da specificare, ma faccio notare subito un particolare e cioè non è necessario che la persona ricambi l'amore per essere amata. é importante questo, l'uomo non ama solo se ricambiato, deve avere la possibilità di poter amare indipendentemente dall'essere amato, se amasse solo per ricambio non potrebbe amare perchè un soggetto dovrebbe amare per primo perchè poi l'altro soggetto riesca ad amarelo a sua volta. Escludendo poi questa obiezzione vorrei dimostrare come ancora l'uomo non potrebbe ancora aver ragione di amare e forse di esistere nel suo essere, infatti se ammettessimo che per amare dovrebbe esserci il ricambio di un soggetto esterno o un ente ciò vorrebbe dire che una caratteristica del nostro essere verrebbe a essere solo nel caso ci fosse la dipendeza con l'esterno e affermare questo significa compromettere l'autonomia dell'essere. Mi sembra chiaro che l'essere debba essere per intero autonomo e non dipendere da altro, ma debba avere tuttavia la capacità di relazionarsi col mondo esterno e infatti il possibile ricambio dell'amore tra due soggetti è una relazione, uso il termine relazione nel senso di una condizione propria di due o più termini in quanto analoghi, interdipendenti o reciprocamente commisurabili. Credo dunque, partendo dalla premessa che si possa amare senza essere ricambiati, che l'uomo nel momento in cui arrivi a provare un amore estremamente intenso possa negare la propria vita a se stesso per salvaguardare quella di chi egli ama. Non è subito chiaro il legame tra il fatto che si possa amare senza essere ricambiati e il fatto che un uomo dia la propria vita per salvarne un'altra, ma per giustificare questo legame vi riconduco al passo precedente a questo nel quale parlavo dell'autonomia dell'essere, infatti se l'uomo non fosse indipendente dal ricambio d'amore non potrebbe scegliere tra la sua vita o quella del soggetto amato, è una scelta da prendere in estrema autonomia, senza condizionamenti, l'amore è la parte più vasta della nostra volontà, è quella che indirizza i nostri desideri. Se avessimo la certezza di essere ricambiati del nostro amore sapremmo da subito con sicurezza che il nostro sacrificio non sarebbe vano e invece il darsi completamente alla persona amata senza condizionamenti e rimpianti è il gesto che più, io penso, avvicini l'uomo a Dio. Continuerò prossimamente ora sono stanco e debilitato dallo sforzo di questa mia produzione e vado a letto. XD
Rispondo al commento del mio amico loopz, ve lo riporto così non dovrete andare a rileggerlo e in questo modo lo abbiamo subito a disposizione per un confronto:
...concedimi questo piccolo appunto: ma chi mai, sapendo di non essere ricambiato amerebbe comunque? e chi mai deciderebbe di amare, sapendo di tutte i problemi che ne possono derivare, se non uno dei miei folli? [..e ho parafrasato ancora quel capolavoro che è L'Elogio della Follia]
Hai centrato alcuni dei problemi che esporrò in futuro, in fondo avevo già detto all'inizio che per ora avrei solo esposto la spiegazione della definizione di amore. Dunque ti invito a leggere il seguito per trovare risposte alle tue domande le quali saranno così soddisfatte maggiormente quando le avrò affrontate, non riuscirei a risponderti esaurientemente adesso. Mi riprometto dunque di continuare questa mia ricerca ancora una volta, ora a maggior ragione, dato che c'è almeno una persona interessata.
| inviato da il 7/12/2006 alle 0:15 | |
|
|
6 dicembre 2006
in fondo è una brava persona
Quando mi viene fatto un torto non accetto che mi si dica per giusticazione "in fondo è una brava persona". Con questo si vuol dire che seppur la persona che ha commesso il torto abbia fatto un errore la si può perdonare per il fatto che sia di buon cuore. Non ho niente contro chi è di buon cuore, ma non trovo che sia una giustificazione. Credo che ognuno si debba liberare della propria ingenuità e ignoranza per non commettere errori morali nei confronti della società, non si necessità di essere buoni per essere corretti e giusti nel comportamento con le persone che ci stanno attorno. Dobbiamo piuttosto fare il possibile usando il buon senso e intelligenza per non creare danno.
| inviato da il 6/12/2006 alle 17:28 | |
|
|
6 dicembre 2006
la realtà è il sogno
Quanto mi piace essere realista! e se mi libro nell'aria è perchè ho le ali e non sto sognando, non mi voglio perdere il sogno che sto già vivendo, non mi perdo nell'utopia e colgo il bello.
| inviato da il 6/12/2006 alle 0:7 | |
|
|
5 dicembre 2006
Vi chiederete: Perchè Lucebuia? Immaginate una stanza buia e una lampada che proietta la propria luce su una scrivania, un atmosfera cupa e il silenzio totale. è la luce dalla quale fioriscono le idee, emozioni, prende vita l'ingegno. Come diceva Kant "il giorno è bello, ma la notte è sublime" correggetemi se la citazione non è proprio esatta...comunque è quell'atmosfera che porta alla luce(bel gioco di parole, si torna sempre lì) la creatività e l'intuizione dell'uomo.
| inviato da il 5/12/2006 alle 18:47 | |
|
|
5 dicembre 2006
Regola basilare!!
Come verifichiamo che un'opinione sia verità? é difficile a volte, proprio per una questione pratica, dimostrare una tesi o un giudizio. Chiedo, a chi vorrà commentare ciò che scrivo in questo blog che non giudichi e critichi quel che affermo senza dare prima di tutto una giustificazione ragionata e sensata. Non trovo costruttivo parlare se non si ha la certezza delle proprie affermazioni e soprattutto cerco un confronto nel quale il punto di partenza è la ricerca della correttezza e sensatezza del ragionamento che sostiene la tesi in questione.
Questa è la mia opinione indiscutibile e in quest'ultima affermazione mi contraddico perchè ho appena fatto intendere che sono disposto a cambiare opinione, ma se non affermassi ciò cadrei ambiguamente in contraddizione con la prima parte dato che sono certo di ciò che affermo.
| inviato da il 5/12/2006 alle 16:58 | |
|
|
|
|
|
|